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¥ Il mestolo e la baionetta

IL MESTOLO E LA BAIONETTA

di Roberto Camerani

Sul muro, appesi accanto,stanno un mestolo ed una baionetta. Talvolta sembra che i disegni misteriosi del destino vadano tracciando percorsi che, anche per le cose, s'empiono di significati profondi ed emblematici. Chi sostiene che le cose siano inerti e prive d'anima non sa che lo spirito permea il cosmo anche nei suoi più minuti recessi, molecole, atomi: spirito dell'anima nell'infinito più esteso del termine. Osservavo questi oggetti da qualche minuto mentre una buona musica riempiva il silenzio della casa nella notte. Guardando or l'uno e ora l'altro, lasciandomi cullare dolcemente dall'atmosfera che s'era diffusa nell'ambiente m'accorsi che essi non giacevano silenti come solitamente m'apparivano, anzi, avevano molte cose da dirsi e da dirmi talchè ristetti incantato ad osservarli lungamente. Il mestolo, di legno, mi era stato consegnato molti anni addietro dal "facente custode" della casa natia del Beato Don Luigi Guanella che apri gli occhi in Fraciscio, un bellissimo, solatio paesino collocato ai piedi del Groppera in Valle Spluga. La baionetta appartenne a un mio zio: Aristide Sirtori che fece la prima guerra mondiale come soldato semplice nel genio zappatori. E' una testimone della battaglia della Bainsizza. Osservandoli andavo pensando come due oggetti d'uso opposto e provenienti da opposte direzioni si fossero accomunati sul muro di casa mia per portare nella odierna attualità un messaggio fatto di incalzanti osservazioni. La guerra e la pace stavano li immobili nel legno e nel ferro, l'uno e l'altro segnali di vita e di morte. Il mestolo che certamente fu sfiorato, afferrato, accarezzato da mani di donna nel necessario gesto del prelevare e versare farina gialla per quelle enormi polente che agli occhi di una prole numerosa e affamata dovevano apparire come "soli luminosi" nel gran baitone di Fraciscio doveva, per suo destino, servire anche alla crescita di un Santo che con le sue opere alleviò e allevia,ancora oggi,con le sue numerose Case sparse nel mondo sofferenza, dolore e bisogni. La baionetta, stretta dal pugno dei guerrieri, ch'io spero non abbia mai avuto modo di infilarsi nel corpo di alcuno,anche perchè la vedo non proprio acuminata nè affilata, è, pur sempre, uno strumento di morte che nel suo significato più profondo ricorda quegli orrori dell'uomo che si oppongono alla sua santità. Ecco, legno ed acciaio forgiati per il bene e per il male ora giacciono qui, forse stanchi di ricordare ed anch'essi, avvolti nell'onda travolgente della buona musica, rilassano atomi e molecole nel "segno della Pace" che il silenzio della notte sottolinea con il sonno dell'Uomo.


Scritto Da: host
Inserito il: 17/08/2006
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